Domani ultimo post dell'anno con l'assegnazione del caro televip 2007? Chi sarà? E soprattutto, perchè?
i dialoghi tra Boh e Mah
: Le ragazze della squadra italiana di sci vincono in Coppa del Mondo ma la Rai non trova gli spazi per trasmettere le gare in diretta. : Basterebbe una telefonata per mandarle subito in onda.
Cara Caterina Balivo, a Festa italiana hai ospitato Cristiano Malgioglio che sul filo dei ricordi ci ha raccontato di quando da bambino (10/12 anni) gli rubavano la merenda e lui, per scoprire chi fosse il ladruncolo, ci metteva il lassativo che usava la madre. Il baby ladro di merendine rimase a casa per una settimana a causa degli effetti dirompenti dell'astuzia di Malgioglio. Cara Caterina Balivo, il pomeriggio di Raiuno è sempre di più nelle tue mani anche se la presenza di Malgioglio ti fa venire la nostalgia di quando affiancavi Massimo Giletti a Casa Raiuno, a tuo dire: "Un programma di grande successo chiuso dopo due anni, ecco". Malgioglio era la star indiscussa di quel programma ma ha parole solo per te: "Dovete sapere che Caterina ballava e cantava alla perfezione... ma i filmati ci saranno!... fate vedere Caterina mentre balla e canta... è stupenda!". Pochi minuti prima ti aveva adulata: "Devo dirti che sei di una bellezza incredibile, troppo bella. Non c'è stato nessun regista che ti ha fatto qualche proposta? Io vorrei fare un annuncio a Tornatore; una donna come te può lavorare con lui". Tu dapprima hai fatto la modesta "No, nessuno mi fila" e subito dopo ci hai ripensato, perchè non si sa mai: "Il mio numero è: 339". Con Malgioglio hai altre cose in comune; dopo l'Isola dei famosi lui non mangia più pane e pasta. E tu: "anch'io da due anni non mangio più nè pane, nè pasta". Cara Caterina Balivo, il tuo affiatamento con Malgioglio è stato così spontaneo, intimo e personale che da abbonato mi sono sentito talmente in prima fila da avere la sensazione di violare la vostra privacy. Una sensazione bruttissima.
Chi sarà il caro televip 2007?
La risposta lunedì 31 dicembre nell'ultimo post dell'anno.
Cara Laura Torrisi, in qualità di Moglie bellissima, hai accompagnato Leonardo Pieraccioni in una delle tappe più importanti del tour promozionale del vostro film: Il treno dei desideri di Antonella Clerici. Hai fatto un ingresso trionfale proprio mentre Pieraccioni diceva alla Clerici che è stufo delle more e che nel prossimo film metterà una bionda rotondetta. Il tuo arrivo lo ha riportato alla ragione e la Clerici si è messa in disparte lasciandoti l'onore di una sfilata sul binario dei desideri con andatura da modella. Ieri il Corriere della Sera (in un articolo a firma di Valerio Cappelli) ti ha promossa a pieni voti: "la rivelazione di Natale... la debuttante Laura Torrisi non è la solita bella statuina: ci sa anche fare davanti alla cinepresa, la nuova Sabrina Ferilli in salsa toscana". Mica poco per una che deve la sua popolarità al Grande fratello non so che numero. Tu però sei decisa a lasciarti dietro le spalle la casa con la porta rossa: "Quel reality era solo un'occasione in più, avevo visto solo la prima edizione con Taricone, non mi piaceva più di tanto. La mia aspirazione non è di essere riconosciuta per strada. Se fai un reality la gente è aggressiva, pesante, si sente in diritto di farti le domande più intime, se fai cinema ti chiedono: quando la rivedremo? Al cinema c'è più creatività, in tv è tutta una scaletta e devi sorridere a comando" (sempre dal Corriere della Sera di ieri). Cara Laura Torrisi, ho l'impressione che tra un pò ti lamenterai anche del cinema con parole tipo: "mi offrono solo parti da bellona... io vorrei misurarmi con dei ruoli drammatici... mi sento pronta per farlo". Ciak, azione, stop. Avanti la prossima!
Cara Federica Panicucci, nel tuo nuovo programma (intitolato Mi raccomando, in onda ieri sera su Italia Uno) affidi a dei bambini (dai 4 ai 7 anni) una serie di missioni che devono portare a termine da soli: uscire di casa per andare in farmacia a comprare i pannolini alla sorellina; uscire di casa e prendere il taxi per portare una scarpa al papà in ufficio; uscire di casa per andare in lavanderia a lavare l'orsetto di peluche. Una super equipe li segue per salvaguardare la loro incolumità. Ne vengono fuori delle gustose candid camera che ricordano molto il Chi ha incastrato Peter Pan? di Paolo Bonolis. Sei consapevole che il primo punto debole della trasmissione è il rischio di emulazione e allora ti rivolgi ripetutamente al telepubblico baby con la raccomandazione: "Bambini non uscite di casa senza il permesso dei vostri genitori! Mi raccomando, non fatelo! non fatelo!... Bambini non attraversate la strada da soli!". A quello stesso pubblico poi arrivano anche le lodi che fai ai loro coetanei in studio per aver superato la missione da soli: "Sei andato da solo? Lo hai fatto da solo? Lo hai comprato da solo? Bravo!". Proprio per evitare il rischio emulazione io eviterei anche di fare loro tutti questi complimenti; tanto noi telespettatori adulti lo abbiamo capito che hanno fatto tutto da soli. Cara Federica Panicucci, hai spiegato che nelle intenzioni del programma c'è la voglia di immaginare, per una volta, un mondo migliore in cui i genitori possono mandare in giro i propri figli senza problemi. L'atmosfera natalizia si presta ai sogni; Natale è la festa dei bambini e voi avete giocato. Ora la regoletta vuole che duri poco. Il secondo limite del programma si chiama Dario Bandiera. I suoi tentativi di far ridere sono sterili. Per lui l'unica soluzione è di farlo tornare ad esibirsi in qualche sagra paesana dove il pubblico può rispondere per le rime alle sue puerili sonorità.
Caro direttore autosospeso di Rai FictionAgostino Saccà, il pezzo più significativo della telefonata tra te e Silvio Berlusconi (pubblicata da L'Espresso), a me sembra quello in cui "il Presidente" ti chiede di chiamare un'attrice e insiste per spiegarti il perchè ma tu cerchi di fermarlo con queste parole: "ma no, Presidente non mi deve spiegare niente ... Presidente, lei è la persona più civile, più corretta... ma questo nome è un problema mio ...". Un pezzo da vera e propria commedia dell'arte del potere.
Cara Simona Ventura, c’è un lavoro per SuperSimo: difendere il tuo naufrago Francesco Coco dal tuo amico Flavio Briatore. Coco ha lasciato l’Isola dei Famosi perché voleva tornare a fare il calciatore. Era in trattative per giocare nel Queen’s Park Rangers di Flavio Briatore. La trattativa è finita male. Coco ha dichiarato che Briatore è il migliore nella Formula 1 ma non nel calcio. Briatore ha replicato: “E’ un gran maleducato. Se ne è andato senza neanche salutare. Come un ladro. Probabilmente crede di essere ancora all’Isola dei famosi” (da corriere.it del 18/12/2007). Cara Simona Ventura, ci risiamo. La tua Isola viene incolpata di tutto e di più; non è possibile. Devi intervenire a difesa della buona educazione di tutti i tuoi isolati: passati, presenti e futuri. Anche perché leggendo la dichiarazione di Briatore non si capisce se il riferimento all’Isola dei Famosi riguardi il paragone con un ladro o la semplice maleducazione. In entrambi i casi SuperSimo deve fare qualcosa. Come dici? Non hai tempo perchè sei troppo impegnata nel progetto discografico che ti vede cantante e co-autrice, con Cristiano Malgioglio, di una canzone-mambo da interpretare in spagnolo? E prendetevelo, Coco, come suonatore di nacchere.
Gentiloni firma l'aumento del canone tv: da 104 a 106 euro.
Caro Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, hai firmato il decreto che aumenta di due euro il canone tv, come spiega una nota del tuo dicastero, "in misura tale da consentire alla Società concessionaria della fornitura del servizio di coprire i costi che prevedibilmente verranno sostenuti in tale anno per adempiere gli specifici obblighi di servizio pubblico generale radiotelevisivo affidati alla Società, prendendo anche in considerazione il tasso di inflazione" (da ansa.it del 18/12/2007). La Società concessionaria si chiama Rai - Radio Televisione Italiana e, come dite voi al ministero, "prevedibilmente" nel 2008 farà servizio pubblico come l'ha fatto nel 2007. Ci saranno polemiche per questo aumento ma non mi tirare fuori la solita litania che "il canone italiano è il più basso d'Europa" perchè "la Rai è anche la tv pubblica europea che registra la maggior quota di introiti dalla pubblicità, addirittura il 52% dei ricavi totali, contro il 23% della Bbc e il 36% di France Television" (dal corriere.it del 26/10/2007). Caro Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, oggi l'abbonato mette da parte il suo egoismo che lo porterebbe a chiedere di sapere chiaramente quali sono i programmi finanziati dalla pubblicità e quali attingono al canone. Oggi è il giorno di avere comprensione per la frustrazione di un ministro: partito per mettere la firma su un grande progetto di riforma radiotelevisiva che si ritrova a firmare impopolari provvedimenti di ordinaria amministrazione.
Cara Maria De Filippi, ieri il tuo programma Uomini e donne è stato nobilitato dalla presenza di Fabrizio Corona. Il pretendente Giovanni (ex calciatore del reality-flop Campioni-Il sogno) ha detto alla tronista Serena di non essere stato di recente in discoteca; Corona ha portato le fotografie che dimostrano il contrario. Ha anche dispensato il suo verbo sul perchè tanti uomini e donne vogliono partecipare al tuo programma: "Io penso che sia i tronisti che i corteggiatori, se sono qui, il primo motivo e unico... è che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo. Perchè sennò uno il fidanzato se lo trova a casa, se lo trova in mezzo alla strada. Partendo da questo presupposto che siamo tutti qui... parlo anch'io che se oggi son venuto qui c'è un motivo, perchè ho bisogno di dare una certa visibilità a un qualcosa che voglio... allora se siamo tutti qua, siamo qua per farci vedere. Poi se nascono delle storie, magari ci si può innamorare come è successo tante volte, però ci si innamora dopo... si viene qui per un altro fine, quello di diventare famosi, apparire ed entrare in un certo tipo di mondo che è il mondo dello spettacolo che fa gioco a tutti". Tu lo hai ascoltato in religioso silenzio ed hai incassato un così autorevole e originale parere, come l'ennesimo importante riconoscimento alla tua creatività televisiva. Cara Maria De Filippi, vedrai che il prossimo Telegatto quelli di Tv Sorrisi e Canzoni te lo faranno consegnare da lui.
E' Natale: al cinema Pieraccioni contro De Sica e in tv Berlusconi contro Prodi.
Caro Sandro Piccinini, per tutto il pomeriggio le reti Mediaset hanno annunciato, con una scritta sui loro programmi, che avresti ospitato Silvio Berlusconi a Controcampo in qualità di presidente del Milan campione del mondo. L'apoteosi era inevitabile e tu ti sei ben guardato dal limitarla. Hai fatto appena in tempo a mandare il tuo treno con i servizi delle partite principali e poi l'arrivo di Berlusconi ha oscurato tutto e tutti. Solo Elisabetta Canalis è riuscita a non essere reverenziale. Si parlava della faccia da bambino di Pato e tu hai provato ad accendere la miccetta chiedendole se lei preferisce gli uomini "maturi". Berlusconi si è reso subito disponibile ma la Canalis lo ha messo in guardia "Nemmeno lei mi sopporterebbe" e lui "lasci decidere a me i limiti della mia sopportazione". Tu al centro dello studio estasiato per lo scontato successo della tua sollecitazione che ha avuto una coda altrettanto scontata con l'ennesima battuta di Silvio: "Faccio il galletto perchè mia moglie è a New York e non può vedere la trasmissione". Caro Sandro Piccinini, dopo un'ora abbondante però mi hai dato l'impressione di volerti liberare dell'ingombrante presenza e prima di lanciare la pubblicità gli hai chiesto se i suoi impegni gli consentivano di rimanere. Lui spaparanzato come non mai si è detto a completa disposizione della trasmissione (organizzata per essere a sua completa disposizione). Sarebbe rimasto in quello studio per tutta la notte a sentirsi dire da Arrigo Sacchi quanto è bravo, ma da uomo di spettacolo ha preferito sfruttare l'opportunità, che tu gli hai servito su un vassoio di platino, di chiudere in bellezza. Hai tirato fuori la lettera che lui scrisse su "Forza Milan" dopo la vittoria della prima Coppa Intercontinentale. Una lunga dichiarazione d'amore per il Milan legata allo struggente ricordo del padre e della sua famiglia che usciva dal dopoguerra. C'è tempo solo per un'altra tua domanda: "Presidente, un rimpianto per non essere andato in Giappone?". Lui si fa serio per la prima volta in tutta la trasmissione, poi, di slancio, corre sulla fascia per sfruttare l'assist e puntare al gol: "Dovevo restare qua perchè siamo in un momento cruciale della nostra democrazia e del nostro Paese. Siamo in un momento in cui c'è un Paese malato, una democrazia malata. Abbiamo iniziato una grande avventura, rivoluzionaria, per far si che tutti gli italiani che non si riconoscono nella sinistra e nei suoi dogmi, si ritrovino in un unico grande, grande, grande, partito dei liberali e dei moderati; per potere tutti insieme cambiare l'Italia". Gli applausi scroscianti non coprono il tuo autorevole finale da conduttore: "Noi ci fermiamo qua... noi parliamo solo di calcio però siamo contenti dopo dieci anni di averla avuta sul nostro palco... no perchè qualcuno ci dirà... no, ecco il presidente Berlusconi...". Vedi, caro Piccinini, Berlusconi da te ha giocato d'anticipo perchè di lì a poco Romano Prodi avrebbe buttato in rete la sequenza controllata di assist che Fabio Fazio gli ha porto sullo stesso vassoio di platino (ci deve essere una svendita natalizia su Telemarket). Caro Sandro Piccinini, tu sei pronto per il ciuffo color rosso Biscardi mentre Fabio Fazio starà benissimo con i nei color Bruno Vespa.
Cara veejay adulta Carolina Di Domenico, ora che stai per diventare mamma sei più severa con certi comportamenti delle ex baby popstar. A Hit list Italia hai preso le difese di Paris Hilton che ha litigato un'altra volta con Britney Spears. Non condividi la presa di posizione di Britney che avrebbe minacciato l'amica: "Se tu non ti comporti meglio... io faccio vedere un video...". Ci spieghi che il video in questione riguarderebbe un bacio di Paris ad una ragazza e con aria da sorella maggiore ti rivolgi alla Spears: "Ora, Britney... cò tutto quello che ha fatto Paris, secondo te... può intimorirla una cosa del genere? Direi di no. Quella mandava i video in giro cò... cose... assolutamente più pesanti...". Poi rinfacci a Britney la storia dei cappotti che avrebbe rubato ad una festa. Cara veejay adulta Carolina Di Domenico, per te, quasi mamma, quasi trentenne, è veramente troppo.
Caro direttore generale della Rai Claudio Cappon, qualche settimana fa stavi per chiudere la fiction-soap Incantesimo perchè costa troppo (state per girare la decima edizione, in economia a quanto dici). L'hai ridimensionata ma non l'hai chiusa perchè la produzione coinvolge centinaia di lavoratori che rischiavano il posto. Tenendo in vita la clinica Life, hai salvato il posto anche a molti attori del cast. Ora esce fuori una storia di presunte raccomandazioni per far parte di quel cast, condita da intercettazioni, polemiche, schermaglie tra politici e l'autosospensione del capo assoluto di Rai Fiction Agostino Saccà. Certe fiction-soap a lunghissima serialità, si prestano alla raccomandazione. Dietro ai ruoli principali affidati ad attori importanti (Paola Pitagora, Elena Sofia Ricci, Paolo Ferrari e altri), ci sono decine e decine di piccoli ruoli che vengono spesso interpretati da attori meno attori. Questi piccoli ruoli qualche volta vengono soppressi altre volte crescono a dismisura. Le sceneggiature decennali possono far diventare un personaggio da inutile ad essenziale per la trama. Caro direttore generale della Rai Claudio Cappon, dopo il tuo primo anno di direzione avevi fatto un bilancio che il sito di Rainew24 sintetizzava con il titolo: "Cappon: un anno intenso e difficile da Dg". In quell'articolo da Cannes, si leggeva tra l'altro: "Proprio Rai Fiction per Cappon è un esempio di quello che le varie strutture Rai dovrebbero essere: li c'e' una squadra d'eccellenza e i risultati si vedono. Anche se i produttori sono esterni, la mente editoriale interna funziona bene. Ed è questo per Cappon il paradigma che andrebbe applicato anche agli altri rapporti con le produzioni esterne nel campo dell'intrattenimento. L'importante è non cedere la mente" (dal sito rainews24 articolo del 22/6/2007). Caro direttore generale della Rai Claudio Cappon, per la relazione sul tuo secondo anno da DG, io cambierei esempio.
Caro Emilio Fede, gli italiani irritati dalla protesta degli autotrasportatori avranno ritrovato il sorriso vedendo il finale del tuo Tg4 di ieri. In un'unica immagine (di quelle con lo schermo diviso in due) siete apparsi in forma di trio: tu, Alfonso Signorini e il pupazzo di un babbetto natale di quelli che cantano e ballano al battito di mani (lo tiene Signorini sulla sua scrivania di direttore del settimanale "Chi"). Tu volevi sapere dove trascorrono le vacanze di Natale i vip del momento e lui ti ha riservato degli scoop che faranno impazzire di gelosia la sua compagna di "verissimità" Silvia Toffanin: "Giustamente nel tuo tg si dice che è aria di crisi, gli italiani fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, con questa finanziaria. Però i vip pare se la spassano molto bene. Stanno tutti per partire, stanno facendo le valigie... per esempio Michelle Hunziker e Luigi De Laurentiis stanno preparando le valigie e stanno partendo per Cortina D'Ampezzo. Un'altra coppia gettonatissima è quella di Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci che stanno ancora preparando le valigie perchè stanno partendo per i Mari del Sud. Hanno bisogno di vacanze e si prendono una lunga vacanza e se ne vanno a rosolare al sole". Caro Emilio Fede, una giustizia esiste. Signorini, nel salutarti, ha battuto ripetutamente le mani per far partire il babbetto natale meccanico, ma quello niente; immobile, bloccato come un TIR. Avrà pensato: "Io sono un pupazzo serio e non mi presto a fare le cose a comando".
Caro Marco Liorni, hai deciso di non iniziare il 2008 al freddo e al gelo per aprire e chiudere la porta rossa del Grande Fratello. Dopo tanti anni ti aspettavi di più: “Forse a Mediaset si sono dimenticati che faccio il conduttore” (da tgcom.it del 12/12/2007). Caro Marco Liorni, il problema dei reduci del Grande Fratello sta tanto a cuore a Mediaset. A Buona Domenica da alcune settimane si sta cercando di risolverlo con massicce terapie di gruppo. Nelle ultime due domeniche sulla poltrona terapeutica di Paola Perego si è accomodato il romanissimo Bruno che si sente abbandonato dal mondo della tv e non ha più la possibilità di esprimersi e crescere come artista. Paola Perego sarebbe felicissima di aiutare anche te. Dunque non disperare e vai a Buona Domenica. Chissà, il prossimo anno potrebbero proporti di prendere il posto di Stefano Bettarini.
Cara Paola Barale, nella nuova Ruota della fortuna, Italia Uno fa girare le caselle che giravi tu a Victoria Silvstedt. Quando i concorrenti indovinano la frase sul cartellone, lei si esibisce in una camminata ondulata, allarga le braccia e applaude, applaude, applaude. Il regista la inquadra ripetutamente dal basso verso l'alto (inquadratura lunghissima). Ma il suo compito principale è di fare da spalla comica al conduttore Enrico Papi. I loro sono dialoghi da accademia della cruschetta. Papi: "Vittoria che animale posso essere secondo te?" E lei: "Tu un leone... io una tigre". L'animale di cui si parla però è una balena e Victoria si butta sicura: "Io conoscio tute le pesche". Con lei Papi può mostrarsi erudito: "No... la balena è un ma... è un... mamm.... mam-mi-fe... mam-mi-fe...". Victoria che capisce al volo conclude la parola... "ro". Applausi scroscianti del pubblico pagato e Papi che orgoglioso rivendica la sua missione: insegnare ogni giorno una parola di italiano a Victoria Silvstedt". Cara Paola Barale, bei tempi quelli in cui Mike Bongiorno a te faceva dire poco e niente.
Cara Simona Ventura, ora mi è chiaro il perchè di quei vestiti rosso Ferrari, di quei capelli biondo Marylin e di quell'esibizione stile Britney Spears. La tv italiana ti sta stretta, non la senti più nelle tue corde e voli oltreoceano: "Sono pronta per trasferirmi a New York dove sto comprando una casa e dove spero di lavorare in un tipo di tv che qui in Italia possiamo solo sognare. Ho già preso accordi per svolgere uno stage in una televisione americana. Perchè voglio anche impadronirmi del loro modo di lavorare. Voglio studiare come fanno televisione. Un modo che noi possiamo solo sognare: prendiamo per esempio un programma come quello di David Letterman, il mio idolo, sarebbe impossibile da noi, dove la parodia è vista come un'arma contro il personaggio. Noi non abbiamo capito nulla. Non abbiamo il loro senso della libertà, la loro ironia nella comunicazione" (da corriere.it del 9/12/2007 citando un'intervista su Sorrisi e Canzoni di questa settimana). Cara Simona Ventura, comprala grande quella casa e portati dietro tutti i naufraghi dell'Isola dei famosi, i cantanti di Music farm, gli ospiti di Quelli che il calcio, le Tre scimmiette e i tuoi Colpi di genio e di sole. Da oggi desidero che il Governo Prodi cada, molto più di quanto non lo desideri Berlusconi. Metti che regge e fa una legge per impedire la fuga dei cervelli.
il postone: Luttazzi che dice le parolacce? Non c'è più religione.
Caro amministratore delegato di La7 Antonio Campo Dall'Orto, sei in lizza per l'ambito ricnoscimento di direttore di rete con il marchio D.O.C. (Direttore Ob torto collo Censore). Tu con Daniele Luttazzi eri stato generoso:
"A Luttazzi abbiamo dato la totale libertà di espressione, ma chi ha una libertà così grande deve avere anche senso di responsabilità. E' la filosofia della rete. Ciò che è accaduto riguarda l'uso inappropriato del mezzo televisivo, non la libertà di satira. In quell'intervento ho visto solo insulti personali" (dal Corriere della Sera del 9/12/2007). E' accaduto che Daniele Luttazzi in un suo monologo nel programma Decameron, si è lasciato andare a una battutaccia (pesante, a base di pipì e di pupù) che investiva Giuliano Ferrara.
Lui la considera "un'immagine in una articolata pagina di satira che si lega alla tradizione di Ruzzante", tu "una provocazione alla dignità e all'onore personale di un nostro collaboratore". Caro amministratore delegato di La7 Antonio Campo Dall'Orto, se un direttore di rete decide di dare carta bianca a Daniele Luttazzi (come hai sbandierato lanciando il suo ritorno in tv), vuol dire che ha letto i suoi libri, è stato a qualche suo spettacolo ed ha visto qualche sua trasmissione televisiva. Luttazzi infila sempre nei suoi elaborati monologhi, immagini forti accoppiate ad un linguaggio di dubbio gusto. Fanno parte del suo modo di essere e della sua satira, piaccia o no. Nessuno ha mai chiesto a Saddam Hussein di tagliarsi i baffi perchè non lo avrebbe mai fatto.
Pochi giorni fa dicevi di Luttazzi: "Il suo astio mi pare comprensibile: cacciato, travolto da cause miliardarie... il suo è un modello molto americano. Un programma così mancava in Italia. Qui la satira latita" (dall'intervista rilasciata a Vittorio Zincone sul Corriere della Sera - Magazine del 15/11/2007). Caro amministratore delegato di La7 Antonio Campo Dall'Orto, è nel tuo pieno diritto di direttore, dissociarti dai contenuti espressi da Luttazzi a tutela tua e della rete che dirigi. Come è tuo diritto chiudere la trasmissione. Così come si può fare a meno di conoscere i commenti di Luttazzi sull'enciclica di Benedetto XVI. Chi vorrà, li leggerà nel suo prossimo libro di successo; ma non è per questo che hai chiuso la trasmissione:
"Sapevo dell'enciclica... basta vedere le ultime cinque puntate del Decameron, spesso di satira dura, per dimostrare che Luttazzi non ha avuto limiti, avrebbe potuto parlare benissimo di religione. D'altronde Crozza ha potuto imitare il Papa" (la Repubblica del 9/12/2007). Si, finchè ha potuto.
Caro amministratore delegato di La7 Antonio Campo Dall'Orto, si è da poco conclusa la martellante campagna pubblicitaria, sui più importanti giornali, in cui le tue star hanno messo i loro faccioni per promuovere messaggi inequivocabili. Giuliano Ferrara diceva: "Solo il mio ego è più ampio del mio corpo. La7 mi lascia spazio per entrambi". Antonello Piroso, se possibile, era ancora più convinto della vostra unicità: "Come La7 c'è solo La7. Le altre reti non me ne vogliano: non è niente di personale". A proposito del TgLa7. Da questa storia ne esce maluccio. Venerdì sera non ha fatto in tempo a dare la notizia per colpa tua "Ho dato la notizia della sospensione di Luttazzi prima alle agenzie che al Tg di La7" (la Repubblica del 9/12/2007).
Il comitato di redazione del TgLa7 non è dello stesso parere: "Con un incomprensibile e arrogante atto censorio il vicedirettore Pina Debbi ha deciso di non inserire nell'edizione notturna del tg dell' 8 dicembre la notizia" (da corriere.it dell'8/12/2007). Sabato però, nell'edizione delle 20, il conduttore del TgLa7 ha letto il comunicato dell'azienda. Mandare tre giornalisti con microfono da te, Luttazzi e Ferrara, forse era troppo. Caro amministratore delegato di La7 Antonio Campo Dall'Orto, con Luttazzi hai seminato male e raccolto peggio. E da sabato, La7 è un pò più come le altre tv.
: Pippo Baudo ha scelto le vallette per il Festival di Sanremo 2008: la bionda Andrea Osvart e la mora Bianca Guaccero. : Io ne avrei presa una sola: la rossa Michela Vittoria Brambilla. E' più nazional-populista.
Enrico Papi: l’everyman che ruba l’essenzialità a Mike Bongiorno
Caro Enrico Papi, è il momento della verità per la tua carriera. Mediaset mette a frutto l'acquisto della creatività Endemol e ti regala la conduzione del format più format che c’è: La ruota della fortuna (su Italia uno da lunedì alle 20 e 30). Tu ne avverti tutta la responsabilità: “fino all’altro giorno, quando ancora non avevo girato la ruota, sembrava tutto facile. Ora invece mi rendo conto che ho per le mani un programma storico condotto per anni dal più grande presentatore italiano. No davvero, il confronto con Mike non esiste, non posso neanche lontanamente competere con lui” (dal Corriere della Sera del 6/12/2007, articolo di Maria Volpe). Caro Enrico Papi, è il momento di provare a diventare il nuovo everyman della televisione italiana: “Il caso più vistoso di riduzione del «superman» all'«everyman» lo abbiamo in Italia nella figura di Mike Bongiorno e nella storia della sua fortuna. Idolatrato da milioni di persone, quest'uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta unita (questa è l'unica virtù che egli possiede in grado eccedente) ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione o finzione scenica...… (da Fenomenologia di Mike Buongiorno in Diario minimo di Umberto Eco). La sfida è ardua perchè: “Mike non ha eredi. In televisione ognuno è un “pezzo unico". Ma tu hai una ambizione: "Io gli “ruberò” l’essenzialità. Quel che adoro in lui è che è un conduttore fine a se stesso: non ha pretese da predicatore, non vuole dare messaggi. Si mette solo a disposizione del pubblico” (dal Corriere della Sera del 6/12/2007, articolo di Maria Volpe). Caro Enrico Papi, e allora gira pure la ruota.
Caro Ezio Greggio, mentre la sacerdotessa in rosso Simona Ventura celebrava il funerale dell'Isola dei famosi, tu su Italia Uno eri tra i protagonisti dell'ennesima replica del film Selvaggi. Più guardavo il film e più mi convincevo che Carlo Vanzina è un genio della cinematografia a cui bisogna riconoscere il merito di aver anticipato le tendenze della televisione italiana. In Selvaggi, c'era già tutta l'energia vitale e le sottigliezze psico-sociologiche che hanno fatto dell'Isola dei famosi il programma di punta di Raidue. Il Morandini-Zanichelli dice del film di Vanzina: "I critici romani, bontà loro, hanno elogiato la mancanza di volgarità (!), ma quella intellettuale rimane, impastata di qualunquismo assolutorio e di superficialità a base di stereotipi televisivi". Sarebbe un' epigrafe perfetta per la lapide dell'Isola dei famosi. Caro Ezio Greggio, un' epigrafe che probabilmente starebbe bene anche nei titoli di coda del nuovo film di Pieraccioni. Ieri sera era dalla Ventura per accalappiarne il pubblico. Ha fatto da spalla a Ceccherini che, ha festeggiato il suo ritorno in Rai dopo l'allontanamento per volgartà (ma guarda un pò), esibendosi in qualità di ex spasimante segreto di Cristiano Malgioglio (con tanto di bacio appassionato strappa pantaloni). Caro Ezio Greggio, a proposito di superficialità. Subito dopo di voi, Mentana a Matrix ha ospitato Bonolis per dirci che Ciao Darwin non è una trasmissione così superficiale come potrebbe sembrare. Perfino gli spot telefonici dove ti spiaccichi da tutte le parti, mi sono sembrati più profondi.
Cara Alessandra Casella, chi come te sa recitare e condurre, trova sempre meno spazio nella programmazione delle emittenti generaliste e così credevo fossi finita sul satellite. Invece ti ritrovo direttrice di una web tv e che web tv: la prima web tv interamente dedicata ai libri e realizzata da scrittori (tra cui Elisabetta Bucciarelli e Antonio Zoppetti, amici di questo blog) ma anche dai lettori. E' una vera e propria tv divisa in 6 "canali" con rubriche, interviste, trasmissioni brevi, accattivanti e strutturate secondo un palinsesto giornaliero ciclico, on demand e in podcast. I primi due giorni di programmazione già dimostrano che il progetto è vincente in termini di qualità, creatività e contenuti. Tutte caratteristiche che nei palinsesti Rai faccio fatica a trovare. Ripenso alla struttura di Rai Futura, quella che avrebbe dovuto sperimentare nuovi linguaggi e ideare nuovi programmi tv. Risultato: struttura chiusa. Cara Alessandra Casella, si vede che la tua passione per i libri è stata contagiosa per il folto gruppo di professionisti appassionati che ti aiutano nel progetto. Continuate così e grazie perchè da lunedì il web ha una preziosa risorsa in più. Io da abbonato (in crisi perchè l'ora del bollettino si avvicina) spero che la Rai scovi in qualche sottoscala la voglia, l'umiltà e le intelligenze per imparare qualcosa sintonizzandosi sulla tua Booksweb.tv. Cara Alessandra Casella, scommetto che qualche creativo riciclato da Rai Futura già ha cominciato a prendere appunti e a breve ti copierà un pò. Come dici? E' necessario anche l'ingrediente "passione"? Con quel bollettino allora mi ci asciugo le lacrime.
Caro Enrico Brignano, non sei il primo attore comico (e non sarai l'ultimo) che si cimenta nella conduzione di un game-show televisivo. Ma nessuno di loro ha mai scelto un programma meno divertente e interessante di Pyramid (sottotitolo: chi si capisce è bravo) che conduci su Raidue prima del Tg2 delle 20 e 30. E' una specie di gioco dei mimi senza alcun appeal. La tua è una conduzione trattenuta, ingessata. Le battute le fanno i concorrenti e tu non le raccogli perchè sei tutto preso a fare il bravo conduttore che deve seguire la bibbia del format (americano degli anni '70; boh e pure mah). Sei riuscito a farmi rivalutare il tuo amico Pino Insegno già conduttore del Mercante in fiera (impossibile paragonare la sonnolenza che provoca Deborah Salvalaggio all'effetto rivitalizzante che ci regalava la gatta nera Ainett Stephens). Per lanciarti in questa insipida avventura hai lasciato Zelig. Capisco che non era facile dire di no al direttore di Raidue Antonio Marano. Prima di te a fare da traino al Tg2 ci aveva messo la sit-com 7 Vite (quella in cui Elena Barolo si è distinta come attrice comica). A Pyramid tu invece ti distingui per essere impacciato, senza ritmo e inconsistente. Due concorrenti non riescono a indovinare le frasi: "Rompere le uova... stendere i panni... passare l'aspirapolvere...". Tu intervieni in loro aiuto: "Non è facile... attenzione... il pubblico da casa può pensare che sia facile. Non è facile perchè molto spesso anche fra moglie e marito molte volte non ci si intende". Caro Enrico Brignano, è proprio così: non è facile improvvisarsi conduttori anche se tu la pensi diversamente: "Tutti ormai fanno tutto. Molti politici fanno i comici, molti comici fanno i politici, i giornalisti scrivono romanzi, non ce n'è rimasto uno che fa il suo mestiere. Era un po' di tempo che facevo l'ospite in tv come carriera, mi hanno proposto questo "game", ci ho pensato tre giorni ed ho accettato. D'altronde non sono il primo, Max Giusti, Flavio Insinna, Max Tortora: non ci trovo nulla di strano che gli attori facciano anche i conduttori, come alcuni conduttori fanno i film al cinema (da edicola.ilsecoloxix.it del 3/12/2007). Caro Enrico Brignano, quando riguarderai questa tua prima puntata converrai con me che Marano ti farebbe un bel regalo di Natale se ti sostituisse con il primo Pino Insegno che capita.
Cara Chiara Edelfa Masciotta, ti accontenti di spalleggiare il Gabibbo a Peperissima Sprint negli attimi tra un filmato e l'altro. Non sarà facile proseguire nella carriera di conduttrice ma se pensi che Elena Santarelli l'hanno presa a Trl live, allora non disperare. Essere eletta Miss Italia dopo Cristina Chiabotto rischiava di diventare una condanna all'anonimato; invece tu sei ancora in ballo. Ti sconsiglio di buttarti sulla pista della prossima edizione di Ballando con le stelle perchè non fa la telefelicità. Guarda Cristina Chiabotto. Ha avuto un teleboom. Sembrava il volto nuovo e fresco della tv italiana: Ballando con le stelle, il Festivalbar, le Iene. Poi, il silenzio. Ad alimentare il suo ricordo c'è rimasta la pubblicità dell'acqua. Sabato l'ho vista sullo scaffale di un supermercato che mi augurava Buone Feste dall'etichetta dell'acqua che fa plin-plin vestita da Babba Natale. Tra poco si libera il posto della velina bionda, non è che mi finisce sul bancone di Striscia la notizia?
: Fedele Confalonieri dice che il decreto sulle tv del ministro Paolo Gentiloni è una pistola puntata contro Silvio Berlusconi. : Non deve preoccuparsi: è caricata a salve.
ipse dixit
La Gentiloni è una specie di pistola puntata contro l'avversario politico: è questo il vero senso del provvedimento. E in questo modo scassa anche il sistema.
Cara Sara Ventura, l'Italia sul Due ti ha inserito nel gruppo di ascolto che ha seguito la Divina Commedia di Benigni. Hai manifestato le tue perplessità sul fatto che sia riuscito a catturare il pubblico giovane e hai ammesso che, dopo due ore così intense e senza interruzioni, ti sei sentita stanca mentalmente. A me fa lo stesso effetto tua sorella Simona; solo che mi basta vederla per due minuti di seguito.
Odio la televisione. La odio come le noccioline. Ma non riesco a smettere di mangiare noccioline. (Orson Welles)
Chi l'ha detto che la televisione fa male alla cultura? Ogni volta che qualcuno l'accende, io vado in un'altra stanza a leggere un libro. (Groucho Marx)
Una segretaria Rai al telefono: "Pronto? Qui è la televisione..." Eduardo De Filippo: "Aspetti che le passo il frigorifero".
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