caro televip

venerdì, giugno 01, 2007

Sarà la nostalgia

Caro Carlo Conti, le 50 Canzonissime Flash di ieri sera sono quelle dei tuoi e dei miei diciotto anni, quando l'iPod era un sogno e ci registravamo le compilations sulle musicassette per ascoltarle con il tanto desiderato walkman (da cui nasce il mio nick akio, come confessato nell'intervista di fulvia leopardi). Ammetto che Bette Davis Eyes di Kim Karnes ce l'ho avuta nel walkman. Eppure non sono stato travolto dall’effetto nostalgia. Su Raidue c’era la puntata di Santoro dedicata ai preti pedofili (con un Vauro in forma strepitosa) e del tuo programma ho visto pochi flash come ci suggerivi nel titolo. Più che il pessimo invecchiamento di alcuni cantanti, mi ha fatto impressione il pubblico dei figuranti diciottenni che batteva le mani e ballava durante le esibizioni di Michele Pecora e degli Alunni del Sole. Tu invece eri soddisfattissimo della tua playlist e ti sei esaltato al momento di presentare “il lento dei lenti”. Hai guardato la telecamera con occhio languido; ti sei avvicinato ad alcune coppie di figuranti diciottenni; li hai fatti stringere stretti-stretti. Poi con tutta la forza dei tuoi trascorsi da deejay (boh e pure mah) hai lanciato Reality di Richard Sanderson; la canzone del film Il tempo delle mele. I figuranti diciottenni si sono languidamente guardati negli occhi e c’è scappato pure lo sbaciucchiamento. Caro Carlo Conti, peggio dei figuranti diciottenni che ballavano Il tempo delle mele c’è stato solo il playback di Fiumi di parole dei Jalisse.

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