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giovedì, febbraio 14, 2008

La diritta via di Benigni

Caro Roberto Benigni, con il canto del Conte Ugolino è finito il tuo Tutto Dante su Raiuno. E' stato un successo meritato. Qualche dotto purista ha storto il naso criticando la forma del tuo divulgar. Fra questi lo scrittore e regista Vittorio Sermonti: "Per leggere Dante ci vuole uno scrittore e non un attore che per quanto intelligente e attrezzato professionalmente ha la tendenza a leggere un testo nel modo migliore possibile. Ma così facendo rischia di farsi sopraffare dalla sua bravura. Il suo modo di attualizzare Dante è divertente ma non si possono dire spiritosaggini e cose un po' ovvie per adescare il pubblico. Questo non è un buon servizio fatto al Poeta e nemmeno agli ascoltatori. Ho 78 anni e mi dispiace lasciare il campo a questo tipo di divulgazione allegra. Dante è duro e severo e ci vuole durezza e severità per capirlo. E' un'operazione delicatissima, che non si può fare alla buona" (da Tv Sorrisi e Canzoni del 19/11/2007). Ieri, dopo la lettura-spiegazione e prima della emozionata declamazione del canto, ti sei congedato dal pubblico televisivo: "Io vi ho spiegato Dante in maniera un pò sciatta e divertita... una candela che vuole far vedere il sole...". Caro Roberto Benigni, a me hai fatto un buon servizio e non mi sono sentito "adescato" dal tuo modo di leggerla e spiegarla. Senza contare che per qualche mese hai tolto a Bruno Vespa la seconda serata del giovedì e ora perfino Sermonti si renderà conto della differenza quando, al termine di ogni puntata elettorale, lo vedrà sollevare la bocca dal fiero pasto.

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